
Trovandoci di fronte ai disservizi e agli scempi urbanistici-ambientali che spesso stravolgono il nostro territorio, il più delle volte il pensiero corre, giustamente, alle dirette responsabilità delle Amministrazioni che dovrebbero, per definizione, garantire la tutela e l’integrità del territorio stesso. Del resto la storica frase “Piove governo ladro”, nata durante il periodo feudale, quando, per le esigenze dei signori bisognosi di soldi, fu istituita una tassa da pagare nei periodi in cui cadeva la pioggia, in quanto i contadini raccoglievano l’acqua piovana per utilizzarla, e che durante il regime fascista era l'unica forma di dissenso permessa, sembra non essere tramontata nel pensiero e nei sentimenti degli Italiani. In vero ci sarebbe da aggiungere che, viste le attuali mutazioni climatiche-ambientali che minano la salute del pianeta, le Amministrazioni più che ladre appaiono criminali e che la storica frase diventa oggi, nella sua semplicità, un contenitore di drammatiche verità. Un’attenta analisi, però, ci porta a ricercare le responsabilità anche in altri soggetti che operano attivamente, non meno delle Amministrazioni, sulle mutazioni territoriali. Se è vero che, in particolare nei piccoli centri, la politica, che dovrebbe agire a nome e in favore del cittadino, in realtà agisce per ottenere il consenso dei cittadini elargendo favori, è altrettanto vero che gruppi d’interesse economico-politico non si ritraggono nell’ottenere favori elargendo consensi (pacchetti voto). Si instaura così un circolo vizioso dove troviamo proprietari terrieri che spingono per ottenere edificabilità con vertiginoso aumento dei prezzi delle aree, imprenditori che, visto l’eccessivo costo delle aree, chiedono di edificare l’inedificabile, privati cittadini che, visto l’eccessivo costo delle abitazioni, accettano di commettere ogni sorta di abuso (da realizzare solo dopo la formalizzazione della compravendita) e, non ultimi e non meno squalificanti, una schiera di tecnici, che a fronte del minore dei guadagni e in barba alla deontologia professionale, si prestano e si piegano ad ogni tipo di esigenza (a volte anche illecita) della committenza, impiegando gran parte del proprio tempo al superamento delle barriere legislative piuttosto che in una progettazione compatibile, pur di sbaragliare la vivace concorrenza.
Fatti ovvi, potrebbe replicare qualcuno, ma quanti di noi si sono trovati a denunciare nelle opportuni sedi il continuo saccheggio che quotidianamente è sotto i nostri occhi?
Forse, ma spero di no, per le prossime vacanze rovinate, per le prossime case allagate, per i prossimi campi distrutti, per le prossime catastrofi ambientali continueremo a imprecare ...piove!!!!....governo ladro!!!!......
Ivo di Tufo