17 agosto 2008

Il dono del cavaliere




Ancora due anziane signore e poi sarebbe stato il suo turno.
Non immaginava di trovarsi insieme a tante persone a fare la fila per” la social card”, ovvero, la tessera della povertà.
Stare in coda, per la visita medica, per le medicine, per le analisi cliniche, per il pagamento dei bollettini postali, per i certificati, per la pensione sociale, era una routine quotidiana.
Quella mattina, una folla di poveri lo aveva preceduto malgrado si fosse mosso da casa all’alba.
Alla fine del ventennio fascista, da piccolo, aveva usufruito della tessera per il pane e mai avrebbe immaginato che a 80 anni, nell’Italia dei grandi, ci sarebbe stata una seconda volta. Con questi pensieri si trovò davanti alla ragazza che, con un pizzico di superba insofferenza, da dietro il vetro, gli chiese: cognome e nome.
Con un sorriso, da nonno a nipote, scandì le generalità e si voltò verso gli altri avventori compiaciuto di tanta fermezza nel timbro della voce. Nel ritornare con lo sguardo verso lo sportello, l’impiegata comunale , scuotendo la testa rispondeva con tanta fermezza: mi dispiace signor K. ma la sua” card” non è stata stampata. Con decreto del ministro alla semplificazione di concerto con il ministro della pubblica istruzione, aggiunse, sono state soppresse tutte le lettere esterofile dell’alfabeto.
Incredulo cerco di spiegare alla brunetta, bassa e tarchiatella, che il padre, per onorare l’alleato germanico, aveva fatto più volte anticamera davanti alla porta di molti gerarchi per cambiare la C in K. e ora, gli eredi dei governanti di allora, lo ripagavano cancellandolo dagli elenchi.
Quella ,irritata del contrattempo, gridò come una lavandaia - si rivolga all’assistente sociale del comune … avanti un altro.
Non abituato a gratuite piazzate ripercorse la coda a ritroso incrociando lo sguardo indifferente degli altri “ poveri vecchi”.
All’uscita del palazzo comunale due giovani vestiti di nero con cravatta e “pochette” verde distribuivano volantini.
Con gesto svogliato prese il pezzo di carta, lo piego in quattro e lo mise intasca, rimandando la lettura in seguito.
Iniziò con lentezza la salita verso casa incrociando più volte gruppetti di anziani che circondavano qualcuno degli assegnatari della “social card”. Il possessore, felice come un bambino che ha appena ricevuto i regali della befana , mostrava il rettangolo colorato , faceva notare l’ologramma che a diversa inclinazione riproduceva il volto sorridente del primo ministro, con in testa il panama, al posto dell’effige della repubblica italiana. Vedete, diceva, solo se ti metti a 90 gradi si vede la faccia del “ cavaliere”, se non compare vuol dire che la tessera è falsa.
Continuando a salire pensò: settanta anni fa lo chiamavano “duce” ora, nell’era della televisione quelli come lui si sono insigniti dell’appellativo di cavaliere.
Non entrò subito in casa, sostò affianco al portoncino, sulla panchina di sperone incavata dalle sedute degli avi, aprì il volantino e senza che la mente lo seguisse fissò la seguente scritta:



La tessera che avete ricevuto è


UN DONO DEL CAVALIERE,


fatene un buon uso.


I CENTRI COMMERCIALI B&B –


saranno lieti di assecondare le vostre richieste.


Nessuna reazione, la mente era vuota , aveva ripreso la fila per incontrare la grande consolatrice.
ilpaesano

06 agosto 2008

Una lettera ........ da altri tempi


Caro paesano,
è trascorso molto tempo da quando, con lo “stronchino” in spalla, il tascapane a tracolla e la “ronca ‘n culu” andavo per i boschi “a guadagnamme la stozza”.
Ogni volta che posso, abbandonato il mio ripostiglio, ripercorro i vecchi sentieri e a stento riconosco: i campi d’Annibale, i monti, le muretta, la molara , barbarossa , vivaro ……
In mezzo alle “macchie” si parlano altre lingue, nessuno ti saluta, si taglia alla cieca e si smette solo per mancanza di miscela.
Ora le motoseghe cantano tutto l’anno.
Senza rispettare le stagioni : i camion ,i trattori, le ruspe e i fuoristrada scorazzano per i sentieri , distruggono il sottobosco e alterano il sistema idrogeologico. Le querce, che alimentano i camini degli spreconi e riempiono le tasche dei ladri di legna, stanno diventando una specie rara.
Ho sentito dire che questo programma, iniziato con il precedente governatore e proseguito da quello attuale, fa parte della cosiddetta “ OPERAZIONE ZERO BOSCHI
Qualcuno ha cercato di spiegarmi come funziona. Si inizia a tagliare a macchia di leopardo sostituendo le ceppaie con le baracche, dentro quest’ultime vengono incubati i semi delle case, che sbocciati in tarda primavera completeranno la metamorfosi nel periodo di ferragosto all’ombra del fogliame.
Nei boschi vicino al paese l’allevamento di villini è curato direttamente da quelli del comune , per le altre zone ci pensano gli abusivi che per l’occasione sono stati riconosciuti ufficialmente come “ CORPO VOLNTARI – OPERAZIONE ZERO BOSCHI
Per chi è curioso di verificare l’ultimo esperimento può, passando per via Frascati , vedere come il bosco può essere convertito in villini personalizzati.
Sarà!!!!, ma tutta quest’operazione mi puzza di bruciato . Io non sono stato uno stinco di santo. Ogni tanto tagliavo di straforo un po’’ di legna e la portavo, a piedi e con i sacchi, per le case di chi mi pagava quel tanto per comprarmi un piatto di pasta e qualche” foietta de vinu “
“Sta gente, invece, so’ come i polli : non so’ mai satolli “ Se seguita così sperpereranno tutto quello che ci hanno lasciato i nostri vecchi.
Come sai , parlo solo “ rocchiscianu,” , questa lettera è stata tradotta in italiano, speriamo bene, da un forestiero che è stato depositato nel mio settore.

Un saluto da “Lippò” – Condominio San Sebastiano - Settore X

IPPOVIA, un dissesto idrogeologico finanziato

L’ippovia, " Fiore all ' Occhiello "  del Parco dei Castelli Romani, costata circa 300....