Caro paesano,
è trascorso molto tempo da quando, con lo “stronchino” in spalla, il tascapane a tracolla e la “ronca ‘n culu” andavo per i boschi “a guadagnamme la stozza”.
Ogni volta che posso, abbandonato il mio ripostiglio, ripercorro i vecchi sentieri e a stento riconosco: i campi d’Annibale, i monti, le muretta, la molara , barbarossa , vivaro ……
In mezzo alle “macchie” si parlano altre lingue, nessuno ti saluta, si taglia alla cieca e si smette solo per mancanza di miscela.
Ora le motoseghe cantano tutto l’anno.
Senza rispettare le stagioni : i camion ,i trattori, le ruspe e i fuoristrada scorazzano per i sentieri , distruggono il sottobosco e alterano il sistema idrogeologico. Le querce, che alimentano i camini degli spreconi e riempiono le tasche dei ladri di legna, stanno diventando una specie rara.
Ho sentito dire che questo programma, iniziato con il precedente governatore e proseguito da quello attuale, fa parte della cosiddetta “ OPERAZIONE ZERO BOSCHI”
Qualcuno ha cercato di spiegarmi come funziona. Si inizia a tagliare a macchia di leopardo sostituendo le ceppaie con le baracche, dentro quest’ultime vengono incubati i semi delle case, che sbocciati in tarda primavera completeranno la metamorfosi nel periodo di ferragosto all’ombra del fogliame.
Nei boschi vicino al paese l’allevamento di villini è curato direttamente da quelli del comune , per le altre zone ci pensano gli abusivi che per l’occasione sono stati riconosciuti ufficialmente come “ CORPO VOLNTARI – OPERAZIONE ZERO BOSCHI”
Per chi è curioso di verificare l’ultimo esperimento può, passando per via Frascati , vedere come il bosco può essere convertito in villini personalizzati.
Sarà!!!!, ma tutta quest’operazione mi puzza di bruciato . Io non sono stato uno stinco di santo. Ogni tanto tagliavo di straforo un po’’ di legna e la portavo, a piedi e con i sacchi, per le case di chi mi pagava quel tanto per comprarmi un piatto di pasta e qualche” foietta de vinu “
“Sta gente, invece, so’ come i polli : non so’ mai satolli “ Se seguita così sperpereranno tutto quello che ci hanno lasciato i nostri vecchi.
Come sai , parlo solo “ rocchiscianu,” , questa lettera è stata tradotta in italiano, speriamo bene, da un forestiero che è stato depositato nel mio settore.
Un saluto da “Lippò” – Condominio San Sebastiano - Settore X
è trascorso molto tempo da quando, con lo “stronchino” in spalla, il tascapane a tracolla e la “ronca ‘n culu” andavo per i boschi “a guadagnamme la stozza”.
Ogni volta che posso, abbandonato il mio ripostiglio, ripercorro i vecchi sentieri e a stento riconosco: i campi d’Annibale, i monti, le muretta, la molara , barbarossa , vivaro ……
In mezzo alle “macchie” si parlano altre lingue, nessuno ti saluta, si taglia alla cieca e si smette solo per mancanza di miscela.
Ora le motoseghe cantano tutto l’anno.
Senza rispettare le stagioni : i camion ,i trattori, le ruspe e i fuoristrada scorazzano per i sentieri , distruggono il sottobosco e alterano il sistema idrogeologico. Le querce, che alimentano i camini degli spreconi e riempiono le tasche dei ladri di legna, stanno diventando una specie rara.
Ho sentito dire che questo programma, iniziato con il precedente governatore e proseguito da quello attuale, fa parte della cosiddetta “ OPERAZIONE ZERO BOSCHI”
Qualcuno ha cercato di spiegarmi come funziona. Si inizia a tagliare a macchia di leopardo sostituendo le ceppaie con le baracche, dentro quest’ultime vengono incubati i semi delle case, che sbocciati in tarda primavera completeranno la metamorfosi nel periodo di ferragosto all’ombra del fogliame.
Nei boschi vicino al paese l’allevamento di villini è curato direttamente da quelli del comune , per le altre zone ci pensano gli abusivi che per l’occasione sono stati riconosciuti ufficialmente come “ CORPO VOLNTARI – OPERAZIONE ZERO BOSCHI”
Per chi è curioso di verificare l’ultimo esperimento può, passando per via Frascati , vedere come il bosco può essere convertito in villini personalizzati.
Sarà!!!!, ma tutta quest’operazione mi puzza di bruciato . Io non sono stato uno stinco di santo. Ogni tanto tagliavo di straforo un po’’ di legna e la portavo, a piedi e con i sacchi, per le case di chi mi pagava quel tanto per comprarmi un piatto di pasta e qualche” foietta de vinu “
“Sta gente, invece, so’ come i polli : non so’ mai satolli “ Se seguita così sperpereranno tutto quello che ci hanno lasciato i nostri vecchi.
Come sai , parlo solo “ rocchiscianu,” , questa lettera è stata tradotta in italiano, speriamo bene, da un forestiero che è stato depositato nel mio settore.
Un saluto da “Lippò” – Condominio San Sebastiano - Settore X
Nessun commento:
Posta un commento