Sempre male non
può durare, sempre immobili non si può stare, espressioni che inquadrano il periodo che Rocca di Papa
sta vivendo.
C’è da domandarsi:
In questi diciassette mesi che cosa si è fatto di buono
di cui rallegrarsi?
L’avranno fatto qualcosa di male di cui scusarsi?
Cosa cela questa negativa e complice immobilità?
L’ostentato immobilismo, come una cortina fumogena,
attutisce ogni polemica; nessuno potrà
dire che si poteva fare meglio, o che poteva essere fatto diversamente. La
nuova amministrazione si è messa a contemplare il tempo che passa come se dopo
l’insediamento fosse iniziato un lento e lungo commiato.
I commiati, di solito brevi, aprono la strada al futuro.
Il futuro di un Paese non può avere una ouverture interminabile,
piacevole se i suonatori sono bravi; ma in presenza di orchestrali che non sanno
leggere uno spartito (sentenza sulle emittenti) e non conoscono la musica ( le risorse umane, economiche
e territoriali) il direttore dovrebbe abbandonare la sala accompagnato da una
sinfonia di fischi.
Un addio, con tante scuse a tutti i cittadini, da parte
del sindaco, è impensabile e cosi si tirerà a campare scandendo il tempo di
festa in festa.
Si continuerà a festeggiare la castagna, la pizza, il
patrono a date alterne, . ....... .................a fare esplodere
fuochi d’artificio fino a che le ciambelle usciranno senza buco.
E così la cortina
fumogena, diradata da tanti fuochi, lascerà intravvedere la missione, nascosta,
di questa amministrazione: riuscire ad eliminare il buco dalle ciambelle degli
sposi.

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